ContentMap

GTranslate

Home La zona a mare Dalla Lantena al borgo di Sampierdarena: un antica passeggiata
GENOVA -SAMPIERDARENA
Dalla Lantena al borgo di Sampierdarena: un antica passeggiata PDF Stampa

Una bella epistola di Giuseppe Barbieri del 1837 ci descrive il paesaggio che si  poteva ammirava dalla Lanterna di Genova, luogo che ispirò tanti poeti, scrittori e artisti.

 

Al gran Faro mi appressai; dove repente

La superba di Giano alma cittade

Quasi vasto teatro in più distinte

Scene, e grembo di se porgente al mare

Fidatissima stanza ai naviganti,

Tutta si apre allo sguardo. E tal m'assalse

A quella vista inusitata e nuova

Tal mi prese un altissimo diletto

Che fece me e me uscir di mente,

Chè i palagi, le ville, il monte, il mare,

Le mura, il porto, le velate antenne,

I boschetti odorosi e della gente,

La frequenza e il bollor di tutte le vie

La sottil aurea, il puro cielo, e il vivo

Della luce riflettersi per mille

Sparsi aggruppati varianti oggetti

M'occuparon così che ancora la veggo

Ancor sugli occhi mi risplende e brilla

E la dolcezza ancora dentro mi tocca [...]1

 

Viene così reso omaggio al paesaggio che si ammirava dalla Lanterna di Genova2. Un'antica tradizione popolare vuole questa città fondata dal mitico Giano3 (dal latino ianus) una delle divinità più antiche della religione romana, latina e italica. Come dio aveva il compito di vigilare e custodire ogni passaggio terreno, per questo, la sua testa era bifronte.

Nel Medioevo questa derivazione toponomastica4 si arricchisce di un significato temporale legato all'immagine del mito, tale da esprimere, uno degli aspetti essenziali e perenni della realtà di Genova. Come ci racconta Jacopo Doria5, la doppia fronte di Giano si identifica con la stessa Genova: essa è anche una porta (dal latino ianua) che affaccia verso il mare e "l'oltremonte" intendendo sottolineare la prerogativa di territorio perennemente aperto alle vie marittime e montane6.

Come sistema di avvistamento e di protezione della città venne costruita la Lanterna le cui origini sono documentate dal XIV secolo. Posta a picco sul mare ad ovest dell'insenatura portuale genovese, essa risultava isolata dalle vecchie mura cittadine7 ed era protetta alle spalle dalla collina del Promontorio di San Benigno ma si poteva ammirare in tutta la sua bellezza dal litorale di Sampierdarena.

In questo territorio la spiaggia iniziava da levante sotto il colle di San Benigno e giungeva senza interruzione alla foce del Polcevera mentre alle spalle era circondata da verdeggianti vallette adibite ad orto o a carattere boschivo.

Per il suo clima temperato, e per il suo paesaggio verdeggiante e digradante sul mare, Sampierdarena diventa dal XVI al XVII secolo, una singolare località di villeggiatura grazie alla sua vicinanza con il centro cittadino. Al suo interno tra i nuclei abitativi di contadini e pescatori si dispongono magnifiche dimore circondate da ampi giardini separati tra di loro da strette stradine disposte trasversalmente al mare. Altri palazzi furono costruiti sulle alture specialmente lungo la costa di Belvedere dove si godeva un panorama che all'epoca era celebrato per la sua particolare bellezza.

A quel tempo la stagione della villeggiatura cominciava dal ferragosto e terminava a metà Novembre verso la festa di san Martino ed era occasione per festeggiare l'inizio e la chiusura della stagione con lauti banchetti e feste. Il gusto della vita piacevole di campagna viene colto dalla preziosità e dalla cura delle architettura dei giardini delle ville caratterizzate da ampie scalinate, ninfei, dove l'aristocrazia genovese amavano intrattenersi con convegni letterari e musicali, ma anche di delicate poesie d'amore. Le cronache del tempo ricordano ancora che la vasta spiaggia era animata da passeggiate serali con carozze, cerimonie e giochi ai quali partecipavano gli occupanti delle ville per mezzo di passaggi privati che avevano nelle loro proprietà terriere in prossimità della spiaggia.

Il viaggiatore che partiva dal centro cittadino, prima di giungere al piccolo borgo, doveva attraversare un lungo giro ai piedi del colle di San Benigno8, passando a settentrione dallo scoglio dove si innalzava la Lanterna. Questa zona denominata "la Tagliata", era costruita lungo la scogliera con tagli, riempimenti e muri di sostegno a picco sulla roccia e risultava interrotta da quattro posti di guardia, dotati di cancellate e ponti elevatoi9.

Nel corso del XVII secolo venne costruita la Porta della Lanterna dall'architetto carrarese Jacopo Antonio Ponsonelli10 (1654–1735) in occasione della realizzazione delle nuove mura, poste per rafforzare la difesa cittadina. Una lapide commemorativa venne realizzata per celebrare l'evento e venne affissa alla porta per "trasmettere ai posteri la ricorrenza del fatto"11.

Nel 1827 si avviarono nuove modificazioni nella zona della Tagliata: si eliminarono le cancellate e i ponti elevatoi e si pensò di abbattere la porta seicentesca che fu definitivamente demolita nel 1887. Al suo posto venne costruito un nuovo ingresso ad opera del Tenente Colonello Agostino Chiodo12 (1791- 1861), poi circondato da fortificazioni destinate ad ospitare la guarnigione di presidio a sua volta rafforzato da un fronte terrestre armato con cannoni da 320 mm313.

Nello stesso periodo nuove necessità di viabilità tra il borgo e la città resero necessario la costruizione di una galleria14 che sottopassasse il colle di San Benigno in prossimità della Lanterna per rendere accessibile non solo la strada verso Genova ma anche il passaggio viario dei primi tram a cavallo e dei treni15.

Nonostante questi cambiamenti la Lanterna rappresentava ancora un luogo di straordinaria panoramicità, dal quale era possibile contemplare la città da levante a ponente, il mare, i crinali dei monti con i suoi forti ben visibili e netti16.

Nel corso della sua storia questo territorio non fu soltanto noto per le sue bellezze paesaggistiche e come luogo di villeggiatura, ma già dal medioevo  divenne uno dei più importanti cantieri navali della città proprio per la vasta spiaggia che il Giustiniani la ricorda "tanto comoda a varar navi [...] e par che la natura l'abbi fabbricata a questo effetto". La vita del piccolo borgo in prossimità della costa era dedito pesca  ma ben presto in concomitanza ai vari scali e riparazioni delle navi si arricchì di maestranze specializzate nelle attività cantieristiche già all''epoca delle Crociate,dove abili maestri d'ascia17 e calafati18 prestavano il proprio servizio alla nobiltà locale e ai sovrani stranieri, come il re francese Luigi IX19. Il lavoro di questi artigiani di cui si conoscono i nomi di famiglie Sampierdarenesi,

I "maestri d'ascia"20 erano delle maestranze incaricate a realizzare incastri speciali per tenere uniti gli scafi delle navi mentre i calafati erano adetti all'impermeabilizzazione della carena22 con fibre di canepa o stoppa impregnate di pece. Il loro mestiere veniva tramandato di padre in figlio e formavano delle vere e proprie dinastie famigliari. Ad essi si affiancavano esperti intagliatori e doratori che realizzavano delle bellissime polene23 destinate a decorare la prua delle navi.

L'intensa attività cantieristica del borgo, accolse per lungo tempo i "minolli", umili lavoratori addetti al carico e allo scarico delle zavorre delle navi, ma anche dei servizi di asportazione degli ingombri dalla battigia e dai pontili di approdo delle navi. Riuniti in Corporazioni, arrivarono a possedere una flotta di oltre cento barche di tipo leudo24 che serivano a prestare soccorso via mare alle navi che avevano bisogno. Molti di essi più di una volta perdettero le barche e la vita. La loro attività è attestata sino al 188025 in quanto a questa data si contavano ancora quarantacinque barche destinate a scomparire, giacché le richieste di zavorra diminuirono.

L'ampio litorale ricco di attività marinaresche e di pesca, era anche sede di numerosi scali che già dal Medioevo erano costantemente vigilati. Nel quartiere della Coscia e nella vicina zona del Canto si tramanda, che vi furono costruite delle torri. Probabilmete molte di esse furono rette come opere di difesa immediata non soltanto per assalti nemici ma anche per eventuali dissidi che potevano insorgere tra la stessa popolazione26. Il borgo per la sua particolare posizione geografica, era già protetto ad est dal Promontorio della Lanterna e a ovest dalla scogliera sulla quale, in epoca moderna, sorse anche un Castello, che da un inventario datato nel 161327, sappiamo che era presidiato da Gio. Vincenzo Imperiale28 residente nella vicina villa detta "La Bellezza"29.

Sampierdarena diventa dal XVI al XVII secolo, una singolare località di villeggiatura grazie alla sua vicinanza con il centro cittadino, per il suo clima temperato, e per il suo paesaggio verdeggiante e boschivo digradante sul mare. Al suo interno tra i nuclei abitativi si dispongono magnifiche dimore circondate da ampi giardini separati tra di loro da strette stradine disposte trasversalmente al mare.

L'incanto e la delizia del borgo ispira i grandi poeti dell'epoca barocca e non mancano gli elogi scritti dal genovese Paolo Foglietta30 che ci presenta una scena marina racchiusa in un gioco di parole che nascono tra la riva della spiaggia, gli scogli e la spuma del mare, facendoci sognare ancora quell'antico splendore; un immagine che si rievoca più tardi quando Alexandre Dumas31 nel 1841 scriveva: " ... Sampierdarena costituisce un degno ingresso per una città che s'è data da sola il soprannome di Superba .... "32.

Oggi di tutto questo c'è solo uno sbiadito ricordo cancellato dal tempo e dalla mano dell'uomo, ma rimane sempre nel cuore di chi lo fa rivivere.

 

Video sulla spiaggia di Sampierdarena

Bibliografia

1 G. Barbieri, Orazioni quaresimali, Editore Pietro e Giuseppe Vallardi 1837, vol. III, p. 100 - Versione digitalizzata Google Libri

2. Lanterna di Genova - tratto da Wikipedia

3. Giano - tratto da Wikipedia

4. Toponomastica significato - tratto da Wikipedia

5. Jacopo Doria - tratto da Wikipedia

6. Teofilo Ossian De Negri. Storia di Genova. Firenze, Giunti, 2003, p. 22.

7. Mura di Genova - tratto da Wikipedia

8. San Benigno - tratto da Wikipedia

9. T. Tuvo, La storia di Sampierdarena, Genova 1975

10. Giacomo Antonio Ponsonelli - tratto da Wikipedia ; per la commissione artistica della Porta della Lanterna vedi Carlo Giuseppe Ratti. Storia de' pittori scultori et architetti liguri e de' forestieri che in Genova operarono secondo il manoscritto del 1762, a cura di Maurizia Migliorini, Genova 1997 - tratto da FO.S.C.A.

11. Davide Bertolotti, Viaggio nella Liguria Marittima, 1834, Vol. II, p. 186 -  Tratto da Google Libri

12. Agostino Chiodo - tratto da Wikipedia

13 C.A. Clerici, Le difese costiere italiane nelle due guerre mondiali, Parma, Albertelli Edizioni Speciali, 1996

14. L'idea del progetto venne espressa già dal 1851, presso la cava di pietra detta Ronino vedi gli Atti del Parlamento subalpino sessione 1851, Firenze 1865, Vol III

15. Atti del Parlamento subalpini sessione 1853-'54, Firenze 1870, Eredi Botta, Tipografia della Camera dei Deputati , Palazzo Vecchio; Vol V, p.1032

16. Sampierdarena si racconta

17. G. Zunino, Maestri d'ascia- tratto da Vegia Zena

18. Calafati - tratto da Wikipedia

19. T.Tuvo, op. cit., Genova 1975

20. Video Lega Maestri d'ascia e calafati - Tratto da www.legamaestriasciaecalafati.com

22. Carena - tratto da Wikipedia

23. Polena - tratto da Wikipedia

24. Leudo - - tratto da Wikipedia

25. A partire dal 1844 si richiedeva una soppressione di queste corporazioni vedi  - Il Politecnico: repertorio mensile di studj applicati alla prosperità e cultura sociale, Milano 1865, Vol. XXVI, p. 62

26. Le torri di Sampierdarena vedi il pdf di Italo Pucci, Istituto Internazionale di Studi Liguri, Sezione di Genova

27. R. Delle Piane, Mura e Fortificazioni di Genova, Genova 1984, p. 79; Oggi sul sedime di questa fortezza sorge il Comune del Municipio del Centro Ovest vedi il Vincolo Architettonico anno di decreto 1934

28. Gio. Vincenzo Imperiale - tratto da  Wikipedia

29. Villa Imperiale Scassi

30- Paolo Foglietta - tratto da  Wikipedia

31. Alexandre Dumas - tratto da  Wikipedia

32. T. Tuvo, op. cit., Genova 1975

Recupero urbanistico e storico della lanterna

 
Main page Contacts Search Contacts Search