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Home La zona a mare Quando si andava al mare nelle calde giornate d'estate
GENOVA -SAMPIERDARENA
Quando si andava al mare nelle calde giornate d'estate PDF Stampa

Fino agli inizi del Novecento Sampierdarena vantava una bellissima spiaggia ed era consuetudine nelle calde giornate estive trascorrere la giornata di festa presso gli stabilimenti balneari.

La costa marina si estendeva dalle pendici della Lanterna e proseguiva parallelamente a via Cristoforo Colombo (l'attuale via Sampierdarena) sino al ponte di Cornigliano sul Polcevera.

Panoramiche e ariose foto dell'epoca, scattate con singoli personaggi o da gruppi di persone aggregate a caso o da clan famigliari, ci riportano indietro nel tempo e ci regalano attimi nostalgici e indimenticabili. Abbiamo tanti ricordi, fatti di testimonianze interessanti perchè si rilevano sorprendenti e desuete agli occhi dei più giovani, ma tanto nostalgiche per i nostri nonni.

Proprio nel periodo che va dalla fine dell'Ottocento al primo trentennio del Novecento, quando non vi era ancora la diffusione massiva delle immagini nei giornali e nelle riviste, le fotocartoline illustrate diventano uno dei principali veicoli d'informazione per conoscere luoghi, sollecitare il desiderio di vacanza e lasciare un piccolo ricordo della vita balneare così ricca di svago e di divertimento.

Sono anni in cui la stagione balneare conosce la sua piena affermazione tra la classi aristocratiche e borghesi e diventa, un vero e proprio fenomeno di massa dagli anni Trenta del Novecento.

Come i grandi centri costieri liguri anche la litoranea sampierdarenese vantava stabilimenti balneari frequentati dalla ricca borghesia come  il celebre "Italia" o "Margherita" e nelle ore di pranzo non mancava per i palati più raffinati un appuntamento allo chalet del ristorante "Giunsella" meta di gustose "ribotte"; e per la gente del luogo non mancavano i popolari bagni "Savoia", "Genova" e "Bozzano", gremiti di gente e di vita costiera.

Non solo svago ma anche lavoro, al mattino o nel tardo pomeriggio gran parte dei pescatori erano in piena attività, e come ci documentano tante immagini del tempo, usavano avvolgersi intorno al corpo il "frenello" che serviva a raccogliere la corda quando si tirava la rete dalla spiaggia. Spesso sulla battigia accorrevano in aiuto uomini, donne e bambini per assicurarsi il pescato fresco della giornata. Poco distante dai "Bagni del Bello" sorgeva il cantiere Torriani dove si costruivano e riparavano chiatte, rimorchiatori, pontoni, e altro piccolo naviglio.

Era anche il tempo di bellissime regate, che animavano il panorama marittimo costiero, organizzate dal "famoso Club Nautico" sampierdarenese, di cui si ricorda la prima edizione di gara velica del 1903 nota all'epoca come "Coppa Città di San Pier d'Arena" e ripetuta ogni anno sino alla seconda guerra mondiale.

Non mancavano poi le passeggiate lungo la via Cristoforo Colombo dove molte famiglie si recavano sin fin sotto l'enorme mole della Lanterna dove si poteva ammirare un bellissimo panorama. In questo punto della passeggiata dominava alle spalle il paesaggio verdeggiante della collina di Promontorio e di San Benigno che all'epoca segnava ancora il rigido confine con la città, e proprio qui nel punto più alto del percorso, si poteva vedere il porto di Genova, mentre a ponente dominava il litorale sampierdarenese con le sue splendite ville affacciate sul mare.

La vita in spiaggia era molto diversa dalla nostra, in molte fotografie ritroviamo masse di persone accalcate in riva al mare ancora buffamente vestite: le donne più anziane indossano abiti oppure costumi da bagno formati da abito e pantalone lungo mentre quelle più giovani un abito e un pantalone più corto o un castigatissimo costume intero;  l'unico particolare vezzoso sembra essere il cappellino di paglia adornato da un nastro colorato o da frutti e bacche in cera, sino al semplice cappello in piquet di cotone anch'esso necessario per proteggersi dai raggi solari.

Il momento del bagno rappresentava per i più piccoli un grande divertimento assicurato dall'immancabile trampolino a due ruote pronto ad essere spostasto lungo la spiaggia per assicurare divertimento a tutti; non mancano le corde che attaccate alle cabine balneari erano tese sino al mare dove chiunque poteva aggrapparsi e lasciarsi trascinare dolcemente dalle acque. Infine per i nuotatori provetti era consuetidine fare una bella nuotata sino alla boa posta al largo della spiaggia dove si poteva sostare ed ammirare la riva del mare.

Proprio qui a largo della riva, si potevano vedere i più noti stabilimenti balneari, molti dei quali furono fabbricati alla fine dell'Ottocento, le cui strutture erano realizzate in legno su palificazioni di metallo e si prestavano come complessi polifunzionali armonicamente inseriti nel paesaggio tra questi si ricorda lo stabilimento balneare Costanza.

Gran parte di essi erano organizzati da una parte centrale dotata di terrazza panoramica mentre ai lati si disponevano due corpi  laterali formati da due piani, dove in basso si trovavano le cabine e in alto le verande dotate di tavoli e sedie per consumare pasti,  assicurare ai frequentatori un posto privilegiato durante le regate veliche organizzate dal "club nautico sampierdarenese" e alla sera non mancavano feste da ballo o serate musicali di cui hanno tanti ricordi i nostri nonni.

In un vecchio articolo pubblicato sul "Secolo XIX" nel 18861, troviamo alcune novità sulla nuova stagione balneare, ben illustrate da una gita compiuta con il tram elettrico, che accompagna il lettore da Piazza della Nunziata verso le spiagge della Riviera di ponente.

Tra i vari bagni lungo la costa sampierdarense si parla del noto stabilimento Cristoforo Colombo: "Questa vasta costruzione su palafitte gode di una magnifica ubicazione, al riparo dei venti nordici e fruisce, unica in tutta la Riviera, di due notevoli vantaggi: la vicinanza ad una città principale e la linea del tram che vi conduce proprio sul limitare dei bagni. Lo stabilimento è stato ultimamente fornito di ogni massima comodità a pro dei bagnanti, e non vi difettano i bagnini di cuore e coraggiosi, che già diedero saggio del loro valore. Una tenda protegge dai raggi solari i camerini, freschi, arieggiati e spaziosi, e sulla spiaggia sorgono appositi chioschi pel riparo delle bagnanti. [...]  Alla distanza di pochi metri dallo stabilimento Cristoforo Colombo si trovano i bagni dell'antico bagnino della Strega, detto il Bello, quelli della Stella, quelli chiamati Balilla, e altri della signora Borana".

L'articolo ci illustra le attrattive di altri stabilimenti posti lungo il litorale di Cornigliano, di Sestri e di Pegli, che al pari di Sampierdarena offrivano ai bagnanti vari servizi e gradevoli novità alcune delle quali meritano di essere ricordate. Pensando alle belle serate che trascorrevano i nostri nonni fa piacere conoscere qualche atmosfera romantica che hanno vissuto ... "specie sull'imbrunire, quando dai terrazzi a mare si vedono gli svelti sandolini e i candidi canotti dello stabilimento solcare la glauca superficie marina che riflette le miriadi di fiammelle accese sulle spiagge".

Il sogno della litoranea sampierdarenese incomincia a sfumare dal 1874 quando il Comune, ottenne con un decreto la concessione di costruire un porto "sucursale" che avrebbe occupato tutta la fascia costiera, ma realizzato più tardi tra il 1927-'36. Quest'imponente progetto comportò lo sbancamento della collina di San Benigno, dalla quale furono estratte 2.340.000 tonnellate di terra, per lasciare il posto al "Bacino portuale Benito Mussolini"2 e incominciare un nuovo capitolo della nostra storia.

 

VIDEO:  LA SPIAGGIA DI SAMPIERDARENA

 

Bibliografia

1. "Che spiagge eccezzionali da Sampierdarena a Pegli" in "Il Secolo XIX", 27 giugno 1886.

2. Istituto Geografico Militare - Catalogo Carte Antiche: Porto di Genova, rappresentazione ortografica e planimetrica. Ingegnere capo A. Albertazzi; Barabino & Grave, Genova - 1927

Creative Commons license Music Sharing License Artist/Composer: Mary Juane Clair

 
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