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Home La zona a monte
GENOVA -SAMPIERDARENA
Una passeggiata tra i forti

Percorrendo la zona più alta di Sampierdarena si accede alle colline di Promontorio e di Belvedere. Vale la pena prendersi una giornata per visitare questi luoghi, per scoprire la bellezza paesistica e gli itinerari storici, caratterizzati dagli antichi percorsi pedonali, coronati da un complesso organico di fortificazioni che ci fanno capire come questa zona sia stata considerata strategica per la difesa della città di Genova1.

Proprio qui, nella zona del Promontorio in epoca romana vennero costruiti i primi sentieri che segnarono gli antichi percorsi del territorio collinare, tra cui quello ultrabillenario corrispondente alla Porta degli Angeli e salita Vittorio Bersezio.

In queste zone nacquero i primi insediamenti umani che poi si spostarono verso le basse pendici in ragione al pascolo e ai lavori agricoli, e con la vita in prossimità del  litorale, si sentì la necessità di proteggersi dagli assalti nemici costruendo barriere difensive sia verso la fascia costiera che sulla zona a monte.

Pertanto all'inizio si provvide all'escavazione di fosse e poi venne utilizzata la pietra per costruire fortini e cinte murarie di  tipo "bastia" o "lunetta" che possiamo ritrovare nel forte di Belvedere.

Questi luoghi ci raccontano una parte della storia genovese, dall'epoca antica con i primi insediamenti abitativi nel territorio sampierdarenese, al periodo medioevale dove le aspre guerre tra guelfi e ghibellini avevano dato avvio all'edificazioni di torri e fortilizi improvvisati, la cui data incomincia ad essere attestata lungo la fascia costiera tra il 1391 e il 1395.

I colli sampierdarenesi furono sempre un luogo di difesa e di rifugio per la popolazione, ma anche un teatro di battaglie, tra cui si può ricordare l'assedio francese del 1507. L'impegno difensivo dei genovesi si svolse sulle alture della città per munire di armi sia il forte  del Promontorio che quello cittadino del Castellaccio2 (situato sulle alture di Righi), ma l'esercito nemico essendo più preparato in armi e munizioni, sottomise in breve tempo la Repubblica genovese.

Da allora si decise di costruire una nuova cinta muraria per dare alla città un più sicuro sistema difensivo.

Sampierdarena così venne inclusa nella quinta cinta muraria di Genova, all'interno di un vasto piano di lavori di fortificazione iniziato nel 1626. La nuova cinta1 correva continua, fiancheggiata da bastioni sino alla sommità del monte Peralto e si ricongiungeva alle vecchie mura all'altezza dello sbocco in mare del torrente Bisagno, sotto il bastione detto del Prato. Nella zona di capo di Faro alle pendici della Lanterna, quando nel 1633 venne aperta la strada di comunicazione tra la città e il borgo di Sampierdarena, si giunse anche al compimento delle fortificazioni sul lato mare comprese tra la porta di S. Tommaso e il vecchio molo.

Complessivamente la cinta muraria di terra, unita a quella di mare, era complessivamente di 19.560 metri.

I più importanti fatti d'armi che determinarono l'inizio della costruzione delle fortificazioni sulle alture circostanti la città furono quelli inerenti alla guerra di Successione d'Austria nel 17473, nota per l'episodio di Balilla e la cacciata degli austriaci e quelli dell'assedio del 1800 dove le forze della Seconda Coalizione antifrancese chiusero a Genova l'esercito guidato da Massena.

 

Bibliografia

1. Mura di Genova - tratto da  Wikipedia

2. Forte Castellaccio - tratto da  Wikipedia

3. Guerra di successione austriaca - tratto da  Wikipedia

1. Istituto Geografico Militare- Catalogo Carte Antiche: Pianta della città di Genova,(dat. 1851-1900 /Atlante Geografico dell´Italia. Stati Sardi Italiani di Terraferma) n. 17. Sono tratteggiate le mura urbane del 1536 sono indicate in giallo, quelle del 1652 in rosso.

 
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