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GENOVA -SAMPIERDARENA
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VILLA DE FERRARI - Via Vittorio Bersezio 43 PDF Stampa

La villa sorge sulla collina del Belvedere, e nel 1832 fu descritta da Davide Bertolotti1 come la più bella del luogo.

"In sulla cima siede il paesetto, cioè una chiesa, un convento, un oratorio ed un gruppo di ville. Tutta ville n'è la doppia pendice. Ma sopra ogni altra vi matroneggia la De' Ferrari che si stende dall'imo al sommo del colle. Al suo palagio, ch'è in vetta, si ascende in cocchio per facili avvolgimenti, ora confortati dall'ombra, ora per latissime vedute giocondi; e tutti dentro a' muri di cinta".

Nella planimetria di Matteo Vinzoni2 del 1757, la proprietà risulta del "Sig. Francesco De Ferrari". Passata nel XX secolo al Comune, è stata adibita a Scuola Elementare Statale (A.S. Novaro) e attualmente sono in corso dei lavori di restauro promossi dall'Associazione di volontariato, Noi per la vita, per costruire una "casa famiglia" destinanata a persone disabili.
Non si conosce la data di costruzione dell'edificio, ma i caratteri architettonici lo riferiscono al filone più tradizionale del XV-XVI secolo, come attesta la grande loggia angolare3 del piano nobile4 e la struttura articolata tipica della villa coltiva più locale. Per la sua imponenza costruttiva denuncia anche una funzione di rappresentanza, come le poco lontane Poincerverio5 e Frisone6 poste sull'antica Strada del Belvedere.

 

 

La villa è situata in una posizione sopraelevata, lungo l'antico percorso che dalla val Polcevera7 conduceva a Genova. La disposizione dell'edificio risulta articolata a L, lungo la Salita Vittorio Bersezio e la Salita Forte Crocetta dove è posto il fianco più lungo di ponente. Il prospetto principale si apre a levante verso il giardino, che in origine era caratterizzato da fasce coltive che si estendevano sino al fondo valle, come documentano le planimetrie settecentesche del Vinzoni. Tale assetto rimane invariato sino alla metà del Novecento, quando lo sviluppo edilizio raggiunge anche le zone più alte della collina di Belvedere e del Promontorio occupando nuovi spazi verdi, sino a raggiungere le pertinenze della villa.

 

 

 

 

L'ingresso principale è disposto sulla Salita Vittorio Bersezio, mentre il lungo fianco di Salita Forte Crocetta si presenta privo di ogni decorazione esterna e al pian terreno spiccano i grandi finestroni con inferriate8. Un ingresso secondario si trova nel corpo principale al di sotto della loggia angolare che in passato era adibito per l'accesso al personale di servizio e alle attività agricole.
I prospetti esterni e gli ambienti  interni sono  privi di qualsiasi elemento architettonico e decorativo; tipico invece è l'uso dell'ardesia nelle rifiniture degli interni (scale, pavimenti, nicchia) che attesta uno dei materiali tipici dell'architettura ligure, dove qui si possono trovare pregevoli esempi.

 

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Vincolo Architettonico - Palazzo Rovereto - anno di decreto 1998

Bibliografia

1. D. Bertolotti, L'Italia descritta e dipinta: con le sue isole di Sicilia, Sardegna, Elba, Malta, Eolie, di Calipso, ecc, Torino presso gli editori Giuseppe Pomba e C., 1832; Vol. V - versione digitalizzata da google libri

2. Matteo Vinzoni - tratto da  Wikipedia

3. Loggia - tratto da  Wikipedia

4. Piano Nobile - tratto da  Wikipedia

5. Villa Poincerverio, Garibaldi, Conte

6. Villa Frisone

7. Val Polcevera - tratto da  Wikipedia

8. P. Falzone, Le ville del genovesato: Sampierdarena, Cornigliano, Il Ponente, Valenti Editore, 1986, Vol. III

 

 

 
VILLA BUTTERO - Salita Forte Crocetta 12 PDF Stampa

Questa villa di carattere "coltivo", viene indicata da Matteo Vinzoni1 nella planimetria del 1757 di proprietà dei PP. Agostiniani2, insediati nella zona di Belvedere nel distrutto monastero del SS. Crocifisso3. Attualmente il lotto è sottoposto a lavori di ristrutturazione che ne possono ancora consentire l'abitabilità.

 

 

L'edificio è posto sull'antica Strada del Belvedere nell'ultimo tratto oggi chiamato Salita al Forte della Crocetta4 e rimane in posizione sopraelevata, oltre l'incrocio del percorso che dalla val Polcevera5 (oggi Salita Vittorio Bersezio) conduceva a Genova passando nella zona che giungeva al monastero dei PP. Agostiniani.

La villa si presenta come un grande volume a blocco disposto sulle fasce del terreno in pendio. Risalendo la crosa mattonata si trova l'entrata principale  e poco oltre un'accesso secondario conduce alla parte posteriore della villa articolata con terrazze comunicanti con i piani dell'edificio, facendo supporre una suddivisione in appartamenti.

La struttura architettonica richiama il modello alessiano6 nel caratteristico volume tripartito sul lato disposto verso il fondovalle, ma la data di costruzione è riferibile ad una fase più tardiva. Il piano nobile7 nel setto centrale presenta un ampio salone rivolto a sud verso il mare, aperto all'esterno con due grandi finestre, mentre ai lati della facciata se ne dispone una per parte8.

 

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Bibliografia


 
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