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GENOVA -SAMPIERDARENA
SAMPIERDARENA SI RACCONTA

Oggi Sampierdarena parte del Municipio  II del Centro Ovest di Genova si presenta come un territorio densamente urbanizzato che accoglie dal litorale il lungo bacino portuale, mentre all'interno si sviluppano grandi assi viari conseguenti all'inesorabile crescita demografica ed economica portata dal fiorente sviluppo industriale a partire dalla seconda metà dell'Ottocento. La trasformazione di questa parte della città di Genova che ad oggi rappresenta una zona di una continuità dello sviluppo cittadino sia per le attività portuali che viarie nell'ambito delle nuove ricollocazioni logistiche ed economiche1, porta come tutti i luoghi tracce di un passato antichissimo.

Sin dai tempi più remoti il territorio accoglieva una piccola spiaggia posta nell'attuale tracciato che si sviluppa a levante dal promontorio della Lanterna sino all'antica scogliera di ponente dove oggi sorge il palazzo del Comune, che fu sede di numerosi scali tra i quali si tramanda l'esistenza del luogo.

Nel 726 il re longobardo Liutprando2, sostava a Genova per accogliere le ceneri di Sant'Agostino destinate ad essere portate a Pavia, la nuova capitale del regno. L'evento ebbe massima importanza, e si racconta che si decise di edificare a Sampierdarena una  piccola chiesuola intitolata a S. Agostino, che è stata indicata con quella inglobata nelle murature della chiesa di Santa Maria della Cella, che invece è di epoca posteriore3.

Durante il Medioevo l'insediamento abitativo nel "borgo" raggiunge una più completa organizzazione che può dirsi compiuta nel 11344, periodo in cui il territorio risulta suddiviso in piccoli quartieri guidati da consoli, i cui nomi sono già noti dal 1131: Oberto da Bosolo, Bongio della Sala, e Pietro della Plada5.

Così da un primitivo abitato di piccoli casolari, si passa a  zone caratterizzate da un economia agricola e marinara. Lungo la costa, si raggruppano casette di pescatori tra la chiesa di Santa Maria della Cella sino alle pendici del colle di San Benigno6 (zona che verrà chiamata "Coscia");  altri si trovano verso ponente intorno all'antica pieve di San Martino chiamata popolarmente il "Campaccio" (l'attuale Campasso7). Poco distante, nella zona litoranea altri abitati costituiscono la zona del Canto, nominata anche "Sciummæa" per la schiuma che dalla foce del Polcevera si versava nel mare. Sulle colline del Promontorio e del Belvedere8, accanto a piccole comunità religiose si erano insediati altri agglomerati di pastori e agricoltori.

L'attività di queste piccole comunità era limitata alla pesca e alla coltivazione dei prodotti della terra che venivano venduti nel "Mercato" antico nome della zona centrale del borgo posto nei pressi della chiesa di Santa Maria della Cella, che era il principale centro della vita sociale e cittadina in epoca medioevale.

L'amministrazione della vita comunitaria era gestita dai consoli che erano affiancati nella loro attività dai consiglieri chiamati "Massari" mentre un Cancelliere provvedeva alla redazione dei documenti. Spettava poi al  Cintraco diffondere gli avvisi del giorno annunciandosi nelle vie con uno squillo di tromba. Le assemblee cittadine erano tenute regolarmente sulla piazza del Mercato o nella vicina chiesa di San Martino dove si discutevano e si deliberavano i principali regolamenti. La vigilanza sulle attività commerciali era affidata a due Censori che verificavano pesi e misure e sorvegliavano costantemente i tavernieri che spesso ospitavano forestieri senza richiedere il permesso all'autorità comunale. Il governo criminale dipendeva dal Podestà di Polcevera, ma vigilavano regolamenti speciali per mentenere l'ordine pubblico: erano vietati schiamazzi in prossimità delle chiese, i giochi d'azzardo, e la contraffazione delle merci. Tutti i cittadini dovevano mantenere pulite le strade che attorniavano la loro proprietà.

Ben presto la vastissima spiaggia, consentì già al tempo delle Crociate l'installazione di cantieri navali conosciuti e apprezzati in tutta Europa. Sul litorale sampierdarenese vennero costruite da maestranza specializzate gran parte delle galee commissionate dalle potenti famiglie genovesi dei Doria9, dei Lomellini10 e degli Usodimare11, e da sovrani stranieri come Luigi IX di Francia12 fornito di navi per andare in Terrasanta13.

Fu proprio dalla grande città che nacquero le fortune di Sampierdarena. Infatti, dopo la conquista della Sicilia da parte di Enrico VI (1194)14, i consoli genovesi che costruivano e gestivano la flotta dell’Imperatore, non avendo più spazio per l’attracco al Mandraccio, si videro costretti a spostare i cantieri navali da Prè alla grande spiaggia sampierdarenese.

Così l'economia del borgo si arricchì con nuove attività lavorative quali i maestri d'ascia, calafati e scaricatori, legate alla nascita dei cantieri navali. Da questi stessi cantieri uscirono la maggior parte delle navi che presero parte alla battaglia della Meloria15 combattuta tra Genova e Pisa nel 1284.

Non solo navi e grandi cantieri, la storia del luogo ci tramanda importanti episodi  a cui si legano i nomi di illustri concittadini. Il comandante Urbano Rela è tra coloro che affiancano il grande ammiraglio genovese Andrea Doria16 nella vittoriosa battaglia di Lepanto nel 157117.

Mentre Genova si afferma nel panorama politico internazionale grazie all'alleanza con la corona spagnola, Sampierdarena cambia improvvisamente volto e diventa luogo aristocratico. Siamo nel "secolo d'oro", e gran parte della nobiltà genovese che risiedeva in città in magnifici palazzi come quelli di via Garibaldi, decise di acquistare appezzamenti di terreno nel borgo di Sampierdarena per farvi costruire ville e diventare località di villeggiatura marittima e collinare.

 

 

Bibliografia

1. Per un analisi del territorio del Municipio II Centro Ovest vedi il PDF dell'analisi swot del Comune di Genova

2. Liutprando re dei Longobardi - tratto da Wikipedia

3. R. Balestrieri, S. Agostino della Cella

4. M.G. Canale, Nuova istoria della Repubblica di Genova del suo commercio e della sua letteratura dalle origini all'anno 1797, Firenze, Fenice Le Monnier, 1858, vol. I, p. 253 - tratto da Google Libri

5. T. Tuvo, Storia di Sampierdarena, Genova 1975

6. San Benigno - tratto da Wikipedia

7. Campasso (altro rione sampierdarenese nella bassa Valpolcevera vedi Val Polcevera - tratto da  Wikipedia)

8. Belvedere - tratto da Wikipedia

9. Famiglia Doria - tratto da Wikipedia

10. Famiglia Lomellini - tratto da Wikipedia

11. Famiglia Usodimare - M.G. Canale, Nuova istoria della Repubblica di Genova del suo commercio e della sua letteratura dalle origini all'anno 1797, Firenze, Fenice Le Monnier, 1858, vol. I, p. 469 - tratto da Google Libri

12. Luigi IX di Francia detto il Santo - tratto da Wikipedia; proclamato S. Ludovico - tratto da Santi Beati;

13. Per la commissione delle navi nello scalo di Sampierdarena vedi Archivio Storico Italiano, Firenze presso G.P. Vieusseaux editore 1859, p.179 - tratto da Google Libri

14. Enrico V - tratto da Wikipedia

15. Battaglia della Meloria - tratto da Wikipedia

16. Andrea Doria - tratto da Wikipedia

17. Battaglia di Lepanto - tratto da Wikipedia


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