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GENOVA -SAMPIERDARENA
Una passeggiata tra le ville

La singolare bellezza di Sampierdarena, con le sue ville e l'ambiente verdeggiante proteso verso il mare, suscitò l'ammirazione di vari scrittori, alcuni dei quali lasciarono delle belle descrizioni che vale la pena ricordare.

Il genovese Giustiniani ci riferisce la fastosità dei palazzi che si potevano ammirare nel borgo: "le case dei cittadini con li giardini e ville loro sono magnifiche, ed in tanto numero, che accade a' forestieri, quali passano per San Pier d'Arena [...] si credono esser in Genova, e certo la magnificenza di questi edifici e l'amenità de' giardini, insieme a quelle dell'altre ville vicino alla città, hanno fatto scrivere a Petrarca, che la beltà e superba edificazione delle cose di Genova, è stata vinta e superata dalle fabbriche delle sue ville"1.

Il poeta savonese Gabriello Chiabrea2 (1552-1638) ispirato dalla bellezza del luogo scrive una favola boschereccia intitolata Gelopea3 dove "La scena si finge in Promontorio amenissimo luogo del sontuosissimo Borgo di San Pietro d'Arena nella riviera di Genova".

A questa descrizione si aggiungono le notizie riportate da alcuni viaggiatori stranieri come Joseph Jérôme Le François de Lalande4 che nel VII volume del suo Viaggio in Italia alla fine del XVIII secolo la ricorda: "molto gaia e animata sopratutto la domenica quando la gente esce dalle ville"5.

Si capisce da questi brevi accenni quale straordianaria bellezza caratterizzava il borgo di Sampierdarena, che fin dal XVI secolo, per i suoi sontuosi palazzi e magnifiche ville era tanto celebrato e conosciuto nelle principali corti europee6.

La favorevole posizione geografica, arricchita da nuovi insediamenti abitativi disposti armonicamente nell'ambiente verdeggiante e boschivo, è ben delineata da alcune vedute pittoriche dell'epoca. Osservando quella di Cristoforo De Grassi, il borgo posto alle spalle della Lanterna7,  si configura come un territorio già organizzato e caratterizzato nella sua struttura abitativa.

Il dipinto descrive il litorale con una lunga palazzata a mare disposta senza interruzione, mentre a ponente il tracciato si biforca verso il ponte sul Polcevera8 e la Francia e a nord si dispone lungo la Val Polcevera e i suoi passi appenninici. Completa la rete viaria il percorso più interno passante sulle colline, di  probabile epoca preromana, disposto a nord-ovest dell'uscita di Genova, dalla Porta degli Angeli, che scendendo verso la val Polcevera si ricongiungeva alla diramazione del borgo.

Su questo territorio si sviluppava l’insediamento di villa. Già nel corso Cinquecento l'espansione ediliza è concentrata lungo l’asse centrale del territorio, e alla fine del secolo, raggiunge l'apice grazie alla crescente lottizzazione da parte della nobiltà genovese.

Nella più tarda veduta di Cristoph Friedrich Krieger del 17089 l'area mostra una più completa urbanizzazione, dove la disposizione delle ville è caratterizzata da ampi e regolari giardini che sottolineano il carattere geometrico del tessuto abitativo.

Questa regolarità la si può ancora osservare nelle planimetrie di Matteo Vinzoni10 del 1757 e  del 177311 dove la prima ci mostra due tipi fondamentali di impianto edilizio.

Sul lato a monte gli edifici sono disposti nel limite inferiore del lotto e, nel caso si tratti di un architettura importante, la posizione rispetto al percorso principale risulta rigorosamente assiale e in altri casi è disposta in posizione angolare.

In generale queste ville si sviluppano verso la collina, sono caratterizzate nel prospetto principale della facciata da una corte o un giardino all'italiana12, mentre la parte superiore della proprietà è adibita ad uso coltivo con orti, vigneti, frutteti e oliveti.

 

Sul lato a mare del percorso principale, le ville sono poste nella parte alta dell'unità edilizia, risultano meno profonde, e si estendono fino al percorso litoraneo.

 

Le aristocratiche famiglie dei Doria13, Spinola14, Cattaneo15, Centurione16, Pallavicino17, Imperiale18, ed altre, realizzarono delle vere e proprie reggie, commissionandole ai migliori architetti del tempo, tra i quali si distinse Galeazzo Alessi19 (Perugia, 1512 – 1572) che con il suo stile, impose un modello di straordinaria armonia architettonica. Insigni pittori e celebri decoratori vennero chiamati ad abbellire gli ambienti di queste dimore.

 

Nel corso del Sei-Settecento l'espansione edilizia non è rilevante come nel Cinquecento, per il progressivo declino delle fortune di alcune famiglie nobili genovesi e, col 1789 il fenomeno può considerarsi concluso. Con l'assedio austriaco20 del 1747 e i bombardamenti del 1799 il borgo subisce gravi danni e molte ville vengono adibite ad uso militare con un progressivo degrado delle loro strutture.

 

Tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento inizia la trasformazione economica e sociale del territorio, nascono nuove attività manifatturiere che occupano non solo i grandi spazi verdi ma anche molte ville sono adibite a deposito di magazzini e a fabbriche.

 

Questi nuovi sviluppi sono accompagnati da una crescente urbanizzazione determinata da nuovi tracciamenti viari come l’apertura della strada carrettabile per la Polcevera e la Padana (1777); la costruzione di via Vittorio Emanuele nel 1852 (l'odierna via Buranello) e la nuova linea ferrovia (1854), accanto ad una maggiore crescita dello sviluppo industriale culminata nel 1846 con la nascita dell’Ansaldo Meccanico21.

 

Espansione che si determina prima lungo il litorale costiero e poi verso la collina. Nel 1933 con l’apertura di via Cantore si determina un nuovo asse urbano su cui si dispongono strade e palazzi. A questa nuova rete di percorsi si aggiungono altre trasformazioni come la strada camionale Genova-Serravalle e l’ampliamento del porto.

 

Ancora oggi il processo di trasformazione del tessuto urbanistico sembra non fermarsi: basti pensare al progetto del quartiere direzionale di San Benigno del 1976, o il progetto della Fiumara del 199122 per riqualificare l’area dai vecchi capannoni ed edifici industriali in disuso della società Ansaldo.

 

Nonostante queste manomissioni molte dimore storiche del territorio di Sampierdarena conservano ancora oggi un grande pregio storico e artistico, che un corretto restauro e valorizzazione permetterebbe di riportare all'antico splendore. Molte di esse rappresentano una preziosa testimonianza della storia dell'architettura della villa genovese sia di tradizione locale che di derivazione alessiana con le successive elaborazioni.

 

 

Bibliografia


1. Annali della repubblica di Genova di Monsignor Giustiniani illustrati con note del Prof. Cav. G. B. Spotorno, Terza Edizione Genovese, Coll'elogio dell'autore ed altre aggiunte, 1854, Vol I, p.57


2. Gabriello Chiabrera - tratto da  Wikipedia

3. Gelopea tratta dalle Rime di Gabriello Chiabrera, Volume IV; Versione digitalizzata da Google Libri

4. Joseph Jérôme Le François de Lalande - tratto da  Wikipedia

5. Joseph Jérôme Le François de Lalande, Voyage en Italie, 1790, p.298 Versione digitalizzata da Google Libri

6. P. Falzone, Le ville del genovesato: Sampierdarena, Cornigliano, Il Ponente, Valenti Editore, 1986, Vol. III

7. Lanterna - tratto da  Wikipedia

8. Val Polcevera - tratto da  Wikipedia

9. Cristoph Friedrich Krieger, Veduta di “S. Pietro d’Arena, 1708, edita in J.C. Volkamer, Nürnbergische Hesperides, Norimberga, 1708; vedi J.C. Volkamer - tratto da  Wikipedia

10. Matteo Vinzoni - tratto da  Wikipedia

11. Matteo Vinzoni, Planimetria di Sampierdarena, 1773, "Atlante del Dominio della Serenissima Repubblica di Genova in Terraferma"

12. Giardino all'Italiana - tratto da  Wikipedia

13. I Palazzi della Famiglia Doria a Sampierdarena

14. I Palazzi della Famiglia Spinola a Sampierdarena

15. I Palazzi della Famiglia Cattaneo a Sampierdarena

16. I Palazzi della Famiglia Centurione a Sampierdarena

17. I Palazzi della Famiglia Pallavicino a Sampierdarena

18. I Palazzi della Famiglia Imperiae a Sampierdarena

19. Galeazzo Alessi - tratto da  Wikipedia

20.  Assedio Austriaco di Genova 1747 - tratto da  Wikipedia

21. Ansaldo Meccanico - Tratto da www.corsi di storiaindustria.it

22. Progetto Fiumara -  tratto da www.urbancenter.comune.genova.it



 

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